Sicuramente
resterà uno dei fatti sportivi del 2012 più positivi: Paolo Bossini,
nuotatore, 27 anni, una vita in vasca e tanti successi, fermato nella
sua ascesa da un brutto male, lo ha sconfitto, ritornando alle
competizioni.
Alle Olimpiadi di Londra, di luglio 2012 si è "rituffato" nelle gare, cosa impensabile solo pochi mesi prima: lo scorso fine
novembre, il ranista (medagliato in diversi Europei e finalista delle
ultime due Olimpiadi) si è trovato in macchina con il collo bloccato, ha
fatto subito degli accertamenti clinici, anche su consiglio della sua
società di appartenenza, l'Aniene, che lo ha indirizzato subito ai
migliori medici.
La sua situazione era apparsa da subito grave. I medici non erano affatto ottimisti e come si legge nell’intervista
rilasciata a Paolo Brosio per il suo ultimo libro, "Il Boss" ha
raccontato di essere stato protagonista di fatti “prodigiosi” : il
Rosario benedetto, regalatogli proprio da Brosio e che lui portava
sempre al collo, durante i cinque mesi di ansie e chemioterapie a cui si è sottoposto, ad un certo punto ha iniziato a trasudare olio profumato.
Alle
fine dell'ultimo ciclo di chemio, quello che sembrava essere il più
duro ed insopportabile, d'improvviso questo fenomeno si è arrestato a
mai più ripetuto, ed i medici hanno dichiarato Bossini clinicamente
guarito.Ritornato
in condizioni di saggiare l'acqua, per Bossini l'obbiettivo era
chiaro: inseguire il sogno di una medaglia olimpica a Londra: "prima di
questo dannato tumore non avevo capito niente. Mi è capitato di mollare
la preparazione, di darmi per qualche giorno, magari di divertirmi
troppo nel momento sbagliato. Niente di strano, ma adesso è diverso.
Sono maturo, consapevole ed essere considerato il folle non mi diverte
più". Ha lavorato sodo anche per rispondere coi fatti alle critiche alle
ultime stagioni in vasca, che non sono andate al meglio soprattutto per
colpa dei linfonodi che già si stavano sviluppando e gli alteravano il
fisico.