venerdì 3 maggio 2013
Autogrill Bologna: microchip per controllare i dipendenti
La catena di bar e ristoranti francese che si trova in aeroporti, autostrade e stazioni si difende dall’accusa di ‘controllare’ i dipendenti affermando che è per la loro sicurezza. I dipendenti di My Chef, che si trova nell’area di servizio si Bologna ‘Pioppa Ovest’, sono stati intervistati da Repubblica. Quello che è al centro della contestazione è un microchip da mettere addosso e che, se una persona sta ferma per più di 90 secondi o si allontana dal posto di lavoro, invia un segnale satellitare ad un centrale operativa collegata alla sicurezza. La motivazione di My Chef è che il microchip serve a segnalare un dipendente fermo in terra in caso di rapina. E’ attivo anche quando vanno in bagno però.Questa struttura è molto grande e l’azienda vuole risparmiare sul personale, così la notte siamo solo in due. Il microchip che indossiamo rileva la nostra posizione ed è attivo fino alle 6 di mattina. Se rimango sdraiata per più di 90 secondi, ad esempio in caso di rapina, viene inviato un segnale alla centrale operativa, che interviene”. spiega una dipendente dalle pagine di repubblica. “Questo aggeggio suona anche se io sono ferma dietro al bancone per un paio di minuti, in piedi. In quel caso la centrale chiama per chiederti se va tutto bene. Basta stare alla cassa: se in fila ci sono molte persone e io sono ferma, dopo un po’ suona l’allarme. A una mia collega è successo di andare in bagno: il microchip ha cominciato a suonare. Ci sentiamo controllati ma di certo non più sicuri. E non abbiamo firmato alcuna liberatoria”.
L’amministratore delegato di MyChef, Sergio Castelli, ha spiegato che il braccialetto ha un funzionamento simile al sistema salva-vita: “Si attiva solo se il lavoratore schiaccia il pulsante oppure se rimane fermo per 90 secondi sdraiato per terra, come quando è in atto una rapina. Lo abbiamo scelto perché nell’ultimo anno e mezzo nelle nostre aree di servizio di rapine ne abbiamo avute ben sette, di cui una proprio alla Pioppa, dove abbiamo deciso poco più di un mese fa di avviare un test di un anno con questo sistema. Tra un anno valuteremo costi e benefici. E, soprattutto i lavoratori hanno firmato, hanno ricevuto le istruzioni e abbiamo le firme del medico competente e del rappresentante della sicurezza. L’abbiamo fatto per loro”.
Il dispositivo, spiega Fabio Fois di Cgil a Repubblica, non risolve i problemi in caso di rapina: “È troppo pericoloso lasciare da soli i dipendenti, specie se sono donne. E quel dispositivo non garantisce un intervento tempestivo in caso di pericolo”.(Leggilo.net)
