domenica 31 marzo 2013

Cina, aborto forzato al 7°mese padre protesta mettendo la foto online

Un figlio già ce l'avevano. Ma nel loro Paese, la Cina, non si può avere più di un bambino a causa del sovraffollamento della popolazione. Lei era rimasta incinta per la seconda volta, inaspettatamente, e insieme al marito aveva deciso di portare avanti la gravidanza, di nascosto dal governo.

Ma un vicino di casa ha notato la pancia che cresceva e ha deciso di avvertire le autorità, aggiudicandosi la ricompensa dallo Stato. Gli investigatori cinesi hanno dato due possibilità alla coppia: o il pagamento di una multa di 3.000 euro, oppure l'aborto forzato. I due giovani, non avendo i soldi per pagare la multa, sono stati costretti ad abortire. Venerdì scorso, il bambino è stato abortito con un'iniezione letale. Era al settimo mese e  sarebbe stato in grado di sopravvivere fuori dal ventre materno.

Il padre del piccolo, disperato e indignato, ha deciso di denunciare l'accaduto pubblicando su internet la foto del figlio morto che ora sta facendo il giro del mondo. «Penso che se abbiamo violato la quota sulle nascite le autorità avrebbero dovuto prendersela con noi che siamo adulti e non con un neonato innocente. Così hanno messo fine alla sua vita», ha scritto.


La «politica del figlio unico», in 40 anni, ha prodotto più di 300 milioni di aborti forzati. Nonostante le tantissime campagne contro questa legge, è ancora un metodo molto, troppo diffuso.