mercoledì 27 marzo 2013

Corte Assise si astiene, aggiornata udienza Decisione dopo diffusione fuori onda scambio battute tra presidente corte e giudice a latere

ANSA:
TARANTO - La corte d'Assise di Taranto ha deciso di astenersi nel processo sull'omicidio di Sarah Scazzi trasmettendo gli atti al presidente del Tribunale dopo la diffusione del video con fuori onda tra presidente e giudice a latere. L'udienza è stata rinviata a domani.
Questa la dichiarazione letta in aula in apertura di udienza dal presidente della Corte di Assise: "Le sottoscritte Cesarina Trunfio e Fulvia Misserini, rispettivamente presidente e giudice a latere della Corte di Assise di Taranto, preso atto dell'invito ad astenersi avanzato nell'udienza del 25 marzo 2013 dagli avvocati Coppi e De Jaco, difensori delle imputate Sabrina Misseri e Cosima Serrano, ritenuto che le frasi captate prima dell'inizio dell'udienza in data 19 marzo 2013 non siano espressive di un parere e di un convincimento sull'oggetto delle imputazioni, trattandosi di mere considerazioni in termini interrogativi circa le possibili strategie difensive in sede di discussione finale (coordinamento o alternatività tra loro delle impostazioni difensive inerenti posizioni processuali collegate? Radicale confutazione o meno delle ipotesi ricostruttive illustrate dalle altre parti processuali?); ritenuto tuttavia, ferma la consapevolezza della propria serenità di giudizio, l'opportunità di sottoporre al vaglio dell'autorità competente la valutazione dei fatti, ove ravvisi gravi ragioni di opportunità;Visto l' art. 36 c.p.p.; Dichiarano di astenersi dalla trattazione del processo a carico di Misseri Michele Antonio + 8, disponendo la trasmissione degli atti al sig. Presidente del Tribunale".
CHE COSA PUO' DECIDERE PRESIDENTE TRIBUNALE  Dopo la decisione della Corte di Assise di Taranto di astenersi al processo per l'omicidio di Sarah Scazzi trasmettendo gli atti al presidente del Tribunale, Antonio Morelli, quest'ultimo può scegliere tra due strade, decidendo con decreto "senza formalità di procedura", cioé senza comparizione delle parti ma trasmettendo la decisione alla cancelleria della Corte di Assise. Se il presidente del Tribunale ritiene che non ci siano le condizioni per l'astensione della Corte di Assise, dispone che il processo prosegua con la medesima composizione togata. In caso di accoglimento dell'astensione, invece, nel provvedimento (articolo 42, secondo comma, del codice di procedura penale) il presidente del Tribunale dichiara anche "se e in quale parte gli atti compiuti precedentemente dal giudice astenutosi o ricusato conservano efficacia". Il passo successivo è la sostituzione del presidente e del giudice a latere della Corte di Assise.
di Giacomo Rizzo

Un 'fuori onda' crea imbarazzo tra i giudici e rischia di far saltare il processo per l'omicidio di Sarah Scazzi giunto alle ultime battute. Il nuovo colpo di scena é servito nella penultima udienza dedicata all'arringa dell'avv. Nicola Marseglia, uno dei difensori di Sabrina Misseri, accusata, in concorso con sua madre Cosima Serrano, del'uccisione della 15enne. I legali degli imputati hanno chiesto ai giudici di valutare l'opportunità di astenersi dopo essere entrati in possesso del video di una conversazione tra il presidente della Corte d'assise di Taranto, Rina Trunfio, e il giudice a latere Fulvia Misserini, registrato il 19 marzo scorso dai microfoni delle telecamere "autorizzate a riprendere il dibattimento". Questa una delle frasi ritenute 'compromettenti' dal collegio difensivo: "Bisogna un po' vedere, no, come imposteranno ... potrebbe essere mors tua vita mea". I giudici si interrogano sulla tattica che può essere adottata dalla difesa di Cosima Serrano. Madre e figlia, insomma, potrebbero decidere di scaricarsi le colpe a vicenda. "Certo vorrei sapere, là, le due posizioni - dice il presidente Trunfio alla collega Misserini - sono collegate. Quindi bisogna vedere se si sono coordinati ... coordinati tra loro e se si daranno l'uno addosso all'altro". La giudice a latere risponde: "Ah, sicuramente". Infine il presidente conclude: "(Non è che) negheranno in radice". La Corte si è riservata di decidere sull'istanza avanzata dall'avv. Franco Coppi, altro difensore di Sabrina Misseri, la cui arringa difensiva (a chiusura del dibattimento e prima delle repliche) è attesa per domani. I giudici potrebbero anche rimettere la decisione alla Corte di Cassazione. Qualche settimana fa, un giudice popolare, sorpreso mentre rivolgeva un pesante apprezzamento nei confronti di una testimone, decise di astenersi (e fu sostituito al termine di una breve camera di consiglio) dopo una richiesta di ricusazione presentata dall'avv. Marseglia. E' nuovamente un 'fuori onda' a scuotere il processo per l'omicidio di Sarah, la 15enne di Avetrana uccisa e gettata in un pozzo il 26 agosto 2010. I pubblici ministeri hanno chiesto l'ergastolo per Sabrina Misseri e Cosima Serrano, 9 anni per Michele Misseri (il contadino che consentì il ritrovamento del cadavere), 8 anni per Carmine Misseri e Cosimo Cosma (accusati di soppressione di cadavere con il concorso materiale di Michele e il concorso morale delle due donne). Lo stesso Marseglia definisce il processo 'mediatico'. Anzi, il penalista va oltre, soffermandosi sul potere 'persuasivo' degli organi di informazione. "Siamo stati costretti a rincorrere - ha osservato - l'acquisizione di interviste e filmati, veri e propri esami testimoniali. Vi è una collaborazione intima tra informazione e parte del processo. Ungaretti diceva: 'cessate di uccidere i morti'. E' stata deformata la pubblica opinione. Si è detto subito: è stata lei, Sabrina".